Archivi categoria: Senza categoria

IMMENSE ISOLE DI PLASTICA NEGLI OCEANI. DA LI ARRIVA IN TAVOLA.

Isola dei Rifiuti

https://web.whatsapp.com/4e7a2fc3-2bfb-4de7-a677-474dc23a96b2

IL SETTIMO CONTINENTE

È FATTO DI RIFIUTI

Bertrand Rassel diceva: “quando capita a te ti accorgi che è vero”.

Nessuno di noi può dormire sonni tranquilli o pensare che da un’altra parte succede quello che a noi civiltà opulenta non potrà mai accadere.
Charles Moore, nell’Oceano Pacifico, scopre nel 1997 quello che passerà alla storia come il Great Pacific Garbage patch o il Garbage Vortex, o Pacific Trash Vortex, un gigantesco ammasso di plastica galleggiante.
Ora le “isole di plastica” sono diventate tre, due nell’Oceano Pacifico ed una nell’Oceano Atlantico. Le proporzioni di questi ammassi in mare (vere e proprie “Isole di Plastica”) sono da epopea infernale.
Parliamo con i dati alla mano per renderci conto del problema, le “isole di plastica” del Pacifico per ognuna raggiungono il peso di circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti per un diametro di oltre 2500 chilometri e una profondità di almeno 30 metri.
È una macchia continuamente nutrita da Giappone, Cina, Messico, Stati Uniti e da tutte le navi di passaggio. È stato stimato che la gran parte di questi residui di plastica, circa l’80%, viene appunto dagli scarichi terrestri, da tutti i tipi di plastica di consumo non smaltiti in modo proprio. Il resto, la minoranza, è da attribuire alle navi ed alle imbarcazioni da diporto e da pesca. Gli scarichi terrestri includono poi i cascami dell’industria della plastica.
Il Pacific Trash Vortex viene generato dal moto circolare delle correnti oceaniche che radunano queste enormi masse che persistono nel Pacifico formando così questa spaventosa discarica in mare.
Per quanto riguarda “l’isola di plastica” nell’Oceano Atlantico le dimensioni sono all’incirca le stesse, questa la produciamo noi, Europa e Paesi occidentali per intenderci.
Il danno ambientale è ingentissimo, le onde sminuzzano resti di bottiglie, buste di plastica, suole di scarpe, spazzolini da denti, siringhe e altri oggetti, molti di questi pezzi di plastica poi entrano in simbiosi con la flora e la fauna marina, e attraverso piccoli organismi una parte va a fondo. In questo ammasso la concentrazione di parti di plastica è di dieci a uno rispetto al plancton di cui si cibano oltre alle balene anche altre specie. E poiché questi non distinguono alla vista la diversità, finiscono con il cibarsene. La stima scientifica avviene in laboratorio da esperti scienziati che parlano di questa poltiglia chiamandola mimic food. Nel laboratorio della Fondazione Algalita vengono analizzati questi campioni di acqua mista a questa poltiglia di plastica in essa dispersa e i ricercatori con appositi strumenti separano la plastica dal plancton e dagli altri organismi con essa entrati in simbiosi ed è così che si può fare il rapporto con il plancton. In dieci anni questa è risultata in aumento rispetto al plancton del 60%. Residui di plastica si trovano nello stomaco dei pesci che ne provocano la morte. Le minuscole particelle, invece, possono incistarsi nella carne del pesce finendo così nella catena alimentare umana. Il disastro in atto è inarrestabile, l’intera catena alimentare è compromessa. Gli uccelli acquatici, tipo gli albatros, sono particolarmente attratti dai tappi di plastica delle bottiglie e spesso dopo averli inghiottiti vanno a morire a terra lasciando come unica traccia della loro esistenza il contenuto del loro stomaco, tappi di bottiglia ed altri pezzi di plastica. Il fotografo Chris Jordan ha documentato i pasti a base di zuppa plancton-plastica della fauna della zona, nel suo ultimo lavoro Midway, Message from the Gyre si può vedere realmente quello che sta accadendo.
Secondo l’Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, ci sono 46mila pezzi di plastica galleggianti in ogni miglio quadrato di oceano. Questo perché ora la maggior parte dei rifiuti non è biodegradabile e il suo ostinato rifiuto a decomporsi è incrementato dalla pseudo cultura dell’ “usa e getta”.
Prima che ognuno di noi prenda coscienza di questo passeranno diversi anni e il pianeta non ha tutto questo tempo, occorre fare in fretta, tutti noi siamo partecipi del cambiamento, ognuno con la propria coscienza deve contrastare questo sistema di cose che ci appare irreversibile, imponendoci la cultura del riuso degli oggetti, imporre la differenziazione dei rifiuti ai propri Comuni, pretendere che la raccolta differenziata sia vera ed efficace, utilizzare il nostro buon senso affinché non ci sia più nessuno che possa abbassare lo sguardo di fronte allo stillicidio sulla natura.
Un Mondo migliore lo si deve pretendere e non lasciare più il nostro futuro al caso incontrollato di uno sviluppo contro l’uomo, disumanizzante, in cui la convulsa e frenetica produzione impone il suo feticcio malforme che è l’usa e getta.
Massimiliano Lucci

Le isole di rifiuti visti dal satellite

circolo dei rifiuti in mare

la prima isola dei rifiuti scoperta da Charles Moore nel 1997

isola dei rifiuti

giovane asiatico mentre raccoglie plastica dal mare

i vortici dei rifiuti in mare

movimenti dei rifiuti in mare

buste di plastica in mare

uccelo morto con la plastica nello stomaco. foto di Chris Jordan

uccelo morto con la plastica nello stomaco. foto di Chris Jordan

uccelo morto con la plastica nello stomaco e paesaggio. foto di Chris Jordan

Alessia al BERTANI DAI

Domenica 28 Maggio c’è l’evento storicamente più interessante a Roma, per i bambini e non solo…
Torna il BERTANI DAI a Trastevere, in via Bertani, quest’anno dedicato al Mare.
Libera Polis ci sarà con le Creazioni di Ceramica “Marina” di Alessia Amori, insieme a tutte le associazioni e gli artisti, per rendere gioioso il Mondo!!!

“Se via Bertani tenesse lu mare, sarebbe una piccola Ostiense…”
Ci sarebbe il pontile con gli stabilimenti e gli ombrelloni. E invece niente, finisce prima, non arriva nemmeno al Tevere. Ti pare possibile, hanno detto gli abitanti di via Bertani, che non abbiamo il mare.
Perciò, per rimediare al disservizio, sono stati chiesti i permessi, fatto il progetto e con l’aiuto di Nettuno, ma proprio di Nettuno, il 28 maggio verrà disteso il mare tra via Mameli e San Cosimato. Autentico mare salato proveniente dalle profondità del Bertani Dai.

Vi aspettiamo Domenica 28 Maggio dalle 10,30 alle 22:30 in via Agostino Bertani, per una nuotata a Trastevere.

Per il quattordicesimo anno i bertaniani collaborano per offrire alla città un evento tutto gratuito e senza fini di lucro che coinvolge da tanti anni un quartiere intero e festeggia l’arte, la musica, la creatività, i bambini e, soprattutto la cultura espressa in ogni sua forma.

Artisti e autori di fama internazionale continuano ad avere la voglia e il coraggio di dedicarsi a un evento della durata di un’intera giornata per il puro piacere di farlo.

Il Bertani Dai! è patrocinato dal Primo Municipio di Roma Capitale e vede la partecipazione, coordinata dall’Associazione B5, di numerose associazioni, scuole ed organizzazioni fra cui La Scuola di Pace, Officina B5, ABCinque, Karma Factory, Setole, SoulNest, Tic edizioni, B17 Illustrations,, e tante altre realtà trasteverine e non.

Per l’associazione culturale Soulnest il mare siamo noi sempre in movimento mai soddisfatti eppure sempre pronti a cancellare le scritte sulla sabbia e ricominciare o pronti a infrangerci coraggiosamente su una scogliera senza sapere le conseguenze.
Così Soulnest inonderà il palco del Bertani Dai 2017 con la sua selezione di musicisti che si alterneranno sul palco; avremo selezioni reggae, funk e soul 100% viniliche a cura di Pilo.
Sul palco anche : Tim Blake (Timothy Charles Gorrod Blake) – il Testaccio Sextect; Babyra, Nuna, Valerio Vigliar, Davde Severi, Tanti Ospiti a sorpres e, in chiusura, gli immancabili Her Pillow!

Siamo tutti invitati, Invitiamo tutti!

Per info – Associazione B5
Via Agostino Bertani, 5, 00153 Roma
06 58300135 – fb/bertanidai
www.facebook.com/AssociazioneB5/

170504_bertanidai2017-loca